A Gavorrano ricordando la Pia

Pubblicato da Gaia Manelli il

Una meta da programmare: il Salto della Contessa, in Alta Maremma. Viaggio nell’incantevole paesaggio toscano e occasione per non dimenticare una storia tragica di violenza di genere. Retaggio medioevale e cronaca ancora attuale

Se quest’anno andiamo a Volterra come l’anno scorso, possiamo fare una gita?

– Certo! Dove vuoi andare?

A Gavorrano

– Non ho idea di dove sia

Penso tipo vicino a Grosseto

– Da Volterra è lunghina, ma si può fare

Sono circa 90 km

– Perché vuoi andarci?

Hai mai sentito parlare del Salto della Contessa?

– Contessa tu non sei più la stessa

Sì, non penso si trattasse della stessa contessa

– Ma sì, era per scherzare

È nella Divina Commedia

– Ecco che arriva il momento indottrinamento culturale tra 3, 2, 1…

Se vuoi smetto

– Ma va scherzo, mi interessa. Chi è la Contessa della tua storia?

Non è la mia storia, è la sua. Comunque hai presente Pia de’ Tolomei

– Quella di Uomini e Donne?

Esatto, che è uscita per un periodo con Emanuele Filiberto

– Una stagione ha anche condotto le Iene, vero?

Sì, bionda alta

– Dai basta scherzare, dimmi la storia

Praticamente si dice che a Gavorrano, non ho capito bene dove, ci sia questa torre sotto la quale c’è una sorta di buca chiamata Il Salto della Contessa, perché Pia si è buttata giù ed è rimasto il solco tipo miracolo. Voglio andare a vedere se questo solco c’è davvero

– Ho capito, magari c’è ma non sarà mai per il corpo di una donna che nel… ?

XIII secolo

– Che nel XIII secolo si è buttata giù

No certo, però chissà, no?

– Magari c’è ancora il fantasma dici?

Eh ma non è nel Limbo, è nel Purgatorio lei, insieme al gruppo dei morti per forza

– In che senso per forza?

Che sono stati uccisi con la violenza

– Molto attuale direi, il mondo non cambia mai. Comunque tu che ne sai, magari i fantasmi ci sono anche se le anime sono nel Purgatorio, si dividono a metà, tutto è possibile

Resti umani ritrovati a Gavoranno

Quindi la scettica sono io ora?

– Fammi cercare, come si chiama ‘sto posto?

Gavorrano

– Ga vor ra no salto contessa, vediamo

Che dice?

– Dice che ad agosto fanno una rievocazione storica con il conto alla rovescia

Alla rovescia per cosa?

– Eh per il salto

Il salto?

– Della Contessa. Ma scusa non puoi guardare dalle foto su internet se si vede il solco?

Perché secondo te non ci ho già provato…

– E?

Non ho trovato nulla

– Magari non esiste il luogo

Magari ho cercato male e invece sì. È misterioso. Cerchiamo il luogo esatto di dove dovrebbe essere, oppure mettiamo insieme le informazioni che troviamo, ricostruiamo il punto dove dovrebbe trovarsi questa torre con il salto e andiamo a vedere

– Sul sito della Pro Loco Gavorranese dice che il luogo è Castel di Pietra

Sarebbe?

– È un castello diroccato che risale al 1067. Dice qualcosa sul fatto che nel ‘300 fosse una specie di punto di controllo, dove dei soldati controllavano le vie di comunicazione tra il massetano e la pianura di Grosseto

Fammi leggere

– Ti giro il link sul telefono (https://prolocogavorrano.wordpress.com/2017/05/30/castel-di-pietra/)

Dice che il castello è passato da una famiglia all’altra, dagli Aldobrandeschi a una legata ai Pannocchieschi. Pannocchieschi, quanto fa ridere questo nome… Comunque questi ci restano fino al XIV secolo. Poi continua ma quello che ci interessa penso sia un tizio di nome Nello

– Nello?

Negli anni in cui la famiglia Pannocchieschi viveva nel castello è avvenuto il Salto della Contessa

– Cioè? Qui dice che per sposare Margherita Aldobrandeschi, Nello Pannocchieschi ha deciso di fare fuori la prima moglie, che è la Pia de’ Tolomei di cui dicevi prima. Il fatto è stato ricostruito proprio dai versi di Dante, che qui definiscono “sibillini”

Ah, però vedi continua dicendo che in quel tempo in casa Tolomei non c’era nessuna ragazza di nome Pia

– No, quindi se l’è inventato Dante?

Parlano di una Pia Malavolti, che tradiva Nello o che era brutta e il padre di lei ha deciso di farla sparire, affidando l’incarico al marito, che forse l’ha rapita, portata in Maremma e rinchiusa in una torre del Castel di Pietra. Va beh ma poi poco conta la verità storica, i racconti insegnano pure se sono totalmente o parzialmente inventati. Il succo è che nella realtà avviene troppo spesso che una donna venga uccisa dal marito o dal compagno… Sai che esiste la definizione di femminicidio? È quando una donna viene uccisa per il fatto di essere donna… assurdo. A me Pia fa pensare a queste cose. Che poi, in generale, è il semplice fatto di essere uccisi per essere sé stessi, quando la vita viene portata via con la violenza

– Comunque del castello pare ci sia rimasto poco, l’hanno riportato alla luce degli scavi

Ma sai che Gianna Nannini ci ha scritto una canzone?

– Ma stai scherzando?

Ti giuro, fa tipo “dolente Piaaa”

– Fa sentire

… la vita torna nel castello ma non per meeee…

– Ma va, è vero, guarda qua, c’è proprio un album, “Pia come la canto io”. Ma il posto come te lo immagini?

Eh stupendo, immerso nel verde della Toscana

– Ma che senso ha andarci se praticamente sai già che non ci sarà nulla?

Dalle foto che sono riuscita a trovare vedo qualche rudere immerso nel verde, sarà comunque divertente. E poi il fatto che non ci sia nulla non significa che non si possa trovare qualcosa

– Non ti seguo

Non è che viaggi solo per trovare cose materiali

– Guarda che sui fantasmi scherzavo

Ma no, dico che quando viaggi lo fai anche per trovare qualcosa dentro di te. Sai perché Dante l’ha messa nel Purgatorio? Anzi, sai cosa chiede lei a Dante?

– Cosa?

Tra l’altro carinissima perché super dolce gli dice tipo “non subito eh, dopo che ti sei riposato dallo sbattimento e ti sei ripreso, ti sei bevuto una bella birretta e ti sei fatto una doccia e cose, potresti per favore ricordarti di me, che sono nata a Siena e sono morta in Maremma, come sa bene quello che mi aveva sposata e mi aveva messo la fede al dito?”. Cioè alla fine gli chiede se, una volta tornato nel mondo, Dante può parlare di lei così che possa essere ricordata e che si preghi per lei uccisa dal proprio marito

– Dai fantasmi alla fede è un attimo

Ma no, è più di questo, noi andiamo a ricordare Pia, come ha fatto Dante, andiamo a ricordare ogni donna che nella vita è stata vittima della “semplice colpa” di essere donna. O più in generale chiunque sia morto per forza, che si sia visto strappare la vita con la violenza. Sarebbe una sorta di pellegrinaggio per ricordare tutte le persone che sono state buttate giù dalla torre della loro vita senza avere scelta, è per questo che, anche se non ci dovesse essere fisicamente il Salto della Contessa esiste dentro di noi come immagine e monito a ricordare che, anche se sembrano invisibili, ingiustizia e violenza ci sono, vanno messe allo scoperto e combattute

– Così ha tutto un altro senso

E poi quanto è bella la Toscana?

– Stupenda.

“Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via”,
seguitò ‘l terzo spirito al secondo,


“Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:

salsi colui che ‘nnanellata pria
disposando m’avea con la sua gemma”.»

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Purgatorio Canto V)

Foto dal web: fonte Wikipedia


0 commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.