Bussana vecchia: la lenta agonia di un paese stanco

Pubblicato da Davide Carretta il

Bussana Vecchia è un borgo medievale a pochi chilometri da Sanremo, quasi nascosto fra gli ulivi e i pini marittimi della macchia mediterranea. Distrutto da un terremoto a fine Ottocento e rivitalizzato alla fine degli anni Cinquanta da una comunità di artisti sembra oggi avviarsi a un nuovo abbandono.

“No, falso! Il campanile della chiesa non l’ha distrutto il terremoto. L’ha buttato giù il genio civile, per cacciare gli abitanti dal paese.”

A parlare è un olandese. Poco oltre la cinquantina, capelli ancora biondi, una sigaretta arrotolata sempre in bocca, anche se dice che vorrebbe smettere. Tra una boccata e l’altra parla la sua solitudine, la stanchezza che lo ha reso scontroso, disilluso e carico di rabbia e rancore nei confronti di qualsiasi manifestazione della società dei consumi.

Non crede ormai più a niente. Aspetta soltanto la guerra civile, a suo dire già pianificata dai potenti del mondo, parecchi decenni fa, per distruggerci. Ma è simpatico, a ben guardare e ogni tanto gli scappa da ridere, soprattutto quando si accorge che anche fra le mie parole non scorre così tanto amore nei confronti del mondo che imperversa a valle.

Si è trasferito a Bussana vecchia (Bussann-a vegia, da pronunciare con la N velare, tipica del dialetto ligure) dieci anni fa, quando ha occupato l’antico deposito rifiuti del paese e dopo cinque mesi di duro lavoro lo ha trasformato nella sua casa. “La barca” è il nome che campeggia sul cartello di ingresso, insieme a “Free entrance”.

Raggiungerla è semplice, basta tenersi sul lato destro del paese, salire lungo un paio di vicoli e oltrepassare il rudere della chiesa antica. Vedrete l’ingresso davanti a voi, vicino a un piccolo parcheggio con alcune moto. Camminate lungo il cortile di ingresso, salite le scale e aprite la porta. Troverete Ronald dentro, probabilmente seduto.

Vicolo di Bussana Vecchia

“Sono il benvenuto?”

“Certo, siediti pure. Vuoi un bicchiere di vino bianco? In genere lo faccio io, ma stavolta è finito e questo è del supermercato. Shit, te lo allungo con acqua”.

È un posto tranquillo, quasi isolato rispetto al paese stesso, che a sua volta è già piuttosto isolato dal resto del mondo. Potrete accomodarvi su uno dei suoi divani disposti nel loggiato e trascorrere il tempo che vorrete; chiacchierare, sorseggiare una birra, cucinare qualcosa nella sua cucina, suonare una chitarra che gli è stata regalata e – se gradirete – fermarvi a dormire.

La casa, lui precisa sempre, è a vostra disposizione. For free. Basta rispettare poche regole, indicate da un cartello all’ingresso: Niente politica, niente religione, niente droga, niente discorsi stupidi, niente urla.

Una cassetta, appesa un albero, serve a raccogliere le offerte degli ospiti. Niente di più, niente di meno.

Attenti però: se passate di lì dopo aver letto questo articolo, non diteglielo. Odia che gli venga fatta pubblicità. Non odia la notorietà, né che casa sua venga invasa, ma odia il mezzo tecnologico che la genera.

Vicolo a Bussana Vecchia

Bussana vecchia, la storia

Bussana vecchia è un piccolo borgo medievale che si trova circa 8 otto chilometri prima di Sanremo venendo da Genova, a duecento metri di altitudine, incastrato nel verde della macchia mediterranea.  Abitato sin dall’epoca romana, è stato distrutto quasi interamente durante il terremoto di Diano Marina, il 23 febbraio 1887.

Da allora è stato abbandonato fino alla fine degli anni cinquanta, quando alcuni artisti, prima italiani, poi provenienti da tutto il mondo, hanno iniziato ad occupare le case, o quello che restava di esse, sistemandole, arredandole e iniziando ad abitarle. È stata fondata una vera e propria comunità, dotata anche di una Costituzione che sanciva le regole e le modalità di integrazione all’interno del villaggio.

Piano piano la località è diventata un polo di attrazione per i turisti, viaggiatori e curiosi che salgono a visitare il paese. Si possono esplorare i suoi vicoli medievali, si può dare un’occhiata a tutte le botteghe degli artisti che mostrano e vendono le loro creazioni, si possono visitare alcuni musei che testimoniano la vita del paese nei decenni, ci si può fermare a bere qualcosa nel bar posto all’ingresso del paese e si può ammirare il calare del sole dalla Campagnetta, l’area verde giusto prima del cartello di Benvenuti con il logo, un triangolo nero su sfondo bianco. Lì, potrete trovare alcune seggiole realizzate dai residenti con materiali di scarto recuperati.

Logo di Bussana Vecchia

Se però fino a qualche anno fa l’energia artistica del villaggio era ancora florida, oggi si comincia a vedere una lenta, ma purtroppo inesorabile, decrescita. Gli abitanti registrati sono 66.

Molti di loro sono ormai anziani e hanno smesso di lavorare, di fare arte. Molti altri se ne sono andati, forse temendo che qualcuno tra il comune di Sanremo, a cui Bussana vecchia è sottoposta, e lo Stato, vengano a “sistemare le cose”. Sì, perché se volessimo vedere le cose con l’occhio freddo del giudice, Bussana è un villaggio occupato abusivamente.

Quasi nessuno degli abitanti è proprietario della casa in cui vive. Va da sé, purtroppo, che un eventuale intervento delle autorità significherebbe la morte definitiva del paese.

Insomma, andateci finché siete in tempo. È un luogo stanco, che ha perso la forza di un tempo, ma che sa ancora regalare un’emozione genuina, che ha ancora una storia da raccontare. Andateci, in somma, perché domani potrebbe essere troppo tardi.

Come arrivare

Arrivarci in auto è molto semplice, ma raggiungere il villaggio a piedi è più suggestivo. Prendete un treno e scendete ad Arma di Taggia o a Sanremo e da lì un autobus che vi porti a Bussana (nuova), il paese sulla costa che è stato costruito per ospitare gli abitanti di Bussana vecchia dopo il terremoto. Lì, se ci andate d’estate, fermatevi nella spiaggia libera attrezzata a fare un bagno per rinfrescarvi prima di incamminarvi.

Imboccate la strada che sale alle spalle della via Aurelia, dirigendovi verso la parte alta del paese. Da lì, una piccola deviazione vi porta sulla via pedonale “Salita del monto”, che in circa quindici minuti si ricollega alla strada principale, percorribile anche dalle auto ma molto poco trafficata. Alle spalle avrete il mare e potrete godere di una vista molto panoramica; di fronte a voi, farà capolino il campanile di Bussana vecchia.

Panorama salendo a Bussana Vecchia

La strada asfaltata sale, in poche curve, fino al cartello di inizio del paese, ma potrete anche scegliere di imboccare il sentiero pedonale, laddove possibile, più breve anche se ormai poco battuto.

Gli arbusti crescono in mezzo e percorrerlo è poco agevole, ma un paio di buone scarpe da ginnastica sono sufficienti. Non potrete sbagliare, e man mano che il paese si avvicina compariranno le prime inequivocabili scritte sul ciglio della strada.

L’equazione do Bussana Vecchia

È una passeggiata di circa quaranta minuti, accessibile a chiunque ma quasi interamente esposta al sole: evitate le ore più calde.


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Bussana vecchia: la lenta agonia di un paese stanco

Pubblicato da Davide Carretta il

Bussana Vecchia è un borgo medievale a pochi chilometri da Sanremo, quasi nascosto fra gli ulivi e i pini marittimi della macchia mediterranea. Distrutto da un terremoto a fine Ottocento e rivitalizzato alla fine degli anni Cinquanta da una comunità di artisti sembra oggi avviarsi a un nuovo abbandono.

“No, falso! Il campanile della chiesa non l’ha distrutto il terremoto. L’ha buttato giù il genio civile, per cacciare gli abitanti dal paese.”

A parlare è un olandese. Poco oltre la cinquantina, capelli ancora biondi, una sigaretta arrotolata sempre in bocca, anche se dice che vorrebbe smettere. Tra una boccata e l’altra parla la sua solitudine, la stanchezza che lo ha reso scontroso, disilluso e carico di rabbia e rancore nei confronti di qualsiasi manifestazione della società dei consumi.

Non crede ormai più a niente. Aspetta soltanto la guerra civile, a suo dire già pianificata dai potenti del mondo, parecchi decenni fa, per distruggerci. Ma è simpatico, a ben guardare e ogni tanto gli scappa da ridere, soprattutto quando si accorge che anche fra le mie parole non scorre così tanto amore nei confronti del mondo che imperversa a valle.

Si è trasferito a Bussana vecchia (Bussann-a vegia, da pronunciare con la N velare, tipica del dialetto ligure) dieci anni fa, quando ha occupato l’antico deposito rifiuti del paese e dopo cinque mesi di duro lavoro lo ha trasformato nella sua casa. “La barca” è il nome che campeggia sul cartello di ingresso, insieme a “Free entrance”.

Raggiungerla è semplice, basta tenersi sul lato destro del paese, salire lungo un paio di vicoli e oltrepassare il rudere della chiesa antica. Vedrete l’ingresso davanti a voi, vicino a un piccolo parcheggio con alcune moto. Camminate lungo il cortile di ingresso, salite le scale e aprite la porta. Troverete Ronald dentro, probabilmente seduto.

Vicolo di Bussana Vecchia

“Sono il benvenuto?”

“Certo, siediti pure. Vuoi un bicchiere di vino bianco? In genere lo faccio io, ma stavolta è finito e questo è del supermercato. Shit, te lo allungo con acqua”.

È un posto tranquillo, quasi isolato rispetto al paese stesso, che a sua volta è già piuttosto isolato dal resto del mondo. Potrete accomodarvi su uno dei suoi divani disposti nel loggiato e trascorrere il tempo che vorrete; chiacchierare, sorseggiare una birra, cucinare qualcosa nella sua cucina, suonare una chitarra che gli è stata regalata e – se gradirete – fermarvi a dormire.

La casa, lui precisa sempre, è a vostra disposizione. For free. Basta rispettare poche regole, indicate da un cartello all’ingresso: Niente politica, niente religione, niente droga, niente discorsi stupidi, niente urla.

Una cassetta, appesa un albero, serve a raccogliere le offerte degli ospiti. Niente di più, niente di meno.

Attenti però: se passate di lì dopo aver letto questo articolo, non diteglielo. Odia che gli venga fatta pubblicità. Non odia la notorietà, né che casa sua venga invasa, ma odia il mezzo tecnologico che la genera.

Vicolo a Bussana Vecchia

Bussana vecchia, la storia

Bussana vecchia è un piccolo borgo medievale che si trova circa 8 otto chilometri prima di Sanremo venendo da Genova, a duecento metri di altitudine, incastrato nel verde della macchia mediterranea.  Abitato sin dall’epoca romana, è stato distrutto quasi interamente durante il terremoto di Diano Marina, il 23 febbraio 1887.

Da allora è stato abbandonato fino alla fine degli anni cinquanta, quando alcuni artisti, prima italiani, poi provenienti da tutto il mondo, hanno iniziato ad occupare le case, o quello che restava di esse, sistemandole, arredandole e iniziando ad abitarle. È stata fondata una vera e propria comunità, dotata anche di una Costituzione che sanciva le regole e le modalità di integrazione all’interno del villaggio.

Piano piano la località è diventata un polo di attrazione per i turisti, viaggiatori e curiosi che salgono a visitare il paese. Si possono esplorare i suoi vicoli medievali, si può dare un’occhiata a tutte le botteghe degli artisti che mostrano e vendono le loro creazioni, si possono visitare alcuni musei che testimoniano la vita del paese nei decenni, ci si può fermare a bere qualcosa nel bar posto all’ingresso del paese e si può ammirare il calare del sole dalla Campagnetta, l’area verde giusto prima del cartello di Benvenuti con il logo, un triangolo nero su sfondo bianco. Lì, potrete trovare alcune seggiole realizzate dai residenti con materiali di scarto recuperati.

Logo di Bussana Vecchia

Se però fino a qualche anno fa l’energia artistica del villaggio era ancora florida, oggi si comincia a vedere una lenta, ma purtroppo inesorabile, decrescita. Gli abitanti registrati sono 66.

Molti di loro sono ormai anziani e hanno smesso di lavorare, di fare arte. Molti altri se ne sono andati, forse temendo che qualcuno tra il comune di Sanremo, a cui Bussana vecchia è sottoposta, e lo Stato, vengano a “sistemare le cose”. Sì, perché se volessimo vedere le cose con l’occhio freddo del giudice, Bussana è un villaggio occupato abusivamente.

Quasi nessuno degli abitanti è proprietario della casa in cui vive. Va da sé, purtroppo, che un eventuale intervento delle autorità significherebbe la morte definitiva del paese.

Insomma, andateci finché siete in tempo. È un luogo stanco, che ha perso la forza di un tempo, ma che sa ancora regalare un’emozione genuina, che ha ancora una storia da raccontare. Andateci, in somma, perché domani potrebbe essere troppo tardi.

Come arrivare

Arrivarci in auto è molto semplice, ma raggiungere il villaggio a piedi è più suggestivo. Prendete un treno e scendete ad Arma di Taggia o a Sanremo e da lì un autobus che vi porti a Bussana (nuova), il paese sulla costa che è stato costruito per ospitare gli abitanti di Bussana vecchia dopo il terremoto. Lì, se ci andate d’estate, fermatevi nella spiaggia libera attrezzata a fare un bagno per rinfrescarvi prima di incamminarvi.

Imboccate la strada che sale alle spalle della via Aurelia, dirigendovi verso la parte alta del paese. Da lì, una piccola deviazione vi porta sulla via pedonale “Salita del monto”, che in circa quindici minuti si ricollega alla strada principale, percorribile anche dalle auto ma molto poco trafficata. Alle spalle avrete il mare e potrete godere di una vista molto panoramica; di fronte a voi, farà capolino il campanile di Bussana vecchia.

Panorama salendo a Bussana Vecchia

La strada asfaltata sale, in poche curve, fino al cartello di inizio del paese, ma potrete anche scegliere di imboccare il sentiero pedonale, laddove possibile, più breve anche se ormai poco battuto.

Gli arbusti crescono in mezzo e percorrerlo è poco agevole, ma un paio di buone scarpe da ginnastica sono sufficienti. Non potrete sbagliare, e man mano che il paese si avvicina compariranno le prime inequivocabili scritte sul ciglio della strada.

L’equazione do Bussana Vecchia

È una passeggiata di circa quaranta minuti, accessibile a chiunque ma quasi interamente esposta al sole: evitate le ore più calde.


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