Archivio Categorie: incastri e ritagli

Highline 179, la linea che attraversa il cielo

Tags : 

Highline 179, la linea che attraversa il cielo

In Tirolo sul ponte pedonale sospeso

a cura della redazione

Volete provare l’emozione di passare da una cima di montagna a un’altra percorrendo, nel vuoto ma in tutta sicurezza, una passerella sorretta da fili d’acciaio e larga poco più di un metro. Camminerete per 400 metri su un grigliato che irresistibilmente attraverserete con lo sguardo per vedere il panorama del fondovalle sottostante dove piccole automobili si muovono lungo una strada che corre tra i boschi 112 metri sotto le vostre scarpe. Una leggera oscillazione renderà l’esperienza ancora più adrenalinica ma la passeggiata nell’aria non è assolutamente pericolosa. L’avventura è adatta a tutte le età e non richiede una particolare forma fisica.

Siamo nei pressi di Reutte, una graziosa località nel Tirolo austriaco che si incontra lungo la strada statale (la B179, che dà il nome alla passerella) che dal Passo di Resia porta a Fussen e ai castelli della Baviera. La strada ripercorre il tracciato della via Claudia Augusta, l’antica strada consolare che dal primo secolo dopo Cristo univa il mondo romano a quello germanico e attraversava le Alpi collegando la pianura del Po a quella del Danubio,

Superata le frontiera italo-austriaca proseguite per circa cento chilometri verso il confine della Germania e valicato il colle di Fernpass vedrete sulla sinistra una fortezza che sovrasta la valle e un ponte sospeso che porta alla montagna di fronte e passa un centinaio di metri sopra la vostra testa. Seguite le indicazioni per Highline 179, che vi porteranno a un grande parcheggio con bar, ristorante e ufficio turistico. Lasciate la macchina e, acquistato il biglietto (8 euro, 5 per i bambini fino a 14 anni), prendete il sentiero nel bosco, leggermente in salita, che vi condurrà in venti minuti di cammino fino al castello di Ehrenberg. Da qui parte la passerella nel vuoto fino alla cima di fronte e alle rovine del Fort Claudia (le due fortezze furono costruite intorno al 17mo secolo come sentinelle per proteggere la valle sottostante).

 

Highline 179 è stata inaugurata nel novembre 2014, ha richiesto sette mesi di lavoro e una spesa di due milioni di euro. Pesa 70 tonnellate ed è sorretta da quattro cavi in acciaio dal diametro di 6,6 centimetri, in grado di sopportare un carico di 500 persone.

Fino all’agosto del 2017, quando è stato aperto quello svizzero che attraversa la valle di Zermatt (lungo 490 metri), era il ponte pedonale sospeso più lungo al mondo. È aperto tutto l’anno dalle 8 alle 22.00. Nel blu delle giornate estive o imbiancato da fiocchi di neve, luccicante sotto il sole o illuminato di notte dalle lampade che scandiscono tutto il percorso, è uno spettacolo da non perdere. Emozionante.

 


Arte in Val Sella

Arte in Val Sella

 

Cercate un museo che non sia chiuso da mura e dove la cornice alle opere è solo la natura? Cercate un paesaggio ordinato, prati e boschi dove passeggiare tra le mille tonalità di verde, nel profumo di muschio e in un naturale silenzio? Visitate Arte Sella.

Lasciata Trento, seguite la strada della Valsugana e attraversato il paese di Borgo Valsugana prendete a destra per Val di Sella. Costeggiando il monte Armentera arrivate fino alla fine della strada (una decina di chilometri) e parcheggiate la macchina. Qui potete scegliere se proseguire a piedi seguendo il Percorso Arte Natura (un sentiero di due chilometri attraverso i boschi con varie installazioni artistiche) o accedere all’area di Malga Costa, dove si concentra il maggior numero di opere realizzate. Il primo è un percorso più lungo, richiede un paio d’ore e l’ingresso è libero. L’altro è a pagamento (7 euro) e si può percorrere in meno di un’ora, ma vi porterà in un mondo quasi fiabesco, dove la tranquillità regna sovrana.

Arte Sella è una mostra d’arte contemporanea all’aperto, nata nel 1986.

Tutte le opere sono state realizzate sul posto utilizzando elementi naturali (sassi, foglie, rami, tronchi, terra) e tutte restano là dove sono state create entrando nel ciclo vitale della natura, fino a degradarsi per il succedersi delle stagioni. Molti maestri di Art in nature hanno partecipato al progetto espositivo, per citarne solo alcuni: Nils-Udo, Chris Drury, Patrick Dougherty e Michelangelo Pistoletto. Qui nel 2001 Giuliano Mauri realizzò la prima Cattedrale Vegetale (in sua memoria ne saranno costruite altre due a Oltre il Colle in provincia di Bergamo e a Lodi), su una superficie di 1220 metri quadrati, utilizzando 420 pali in legno di sostegno per gli 80 alberi del colonnato e più di tremila ramoscelli intrecciati.

Nel periodo estivo a Malga Costa vengono organizzati incontri con gli artisti e spettacoli musicali.

Per informazioni sugli eventi programmati, su orari e tariffe di accesso, consultate il sito http://www.artesella.it/it/


Curiosità – marzo 2017

Il totem dell’hangar

Quando forme di vetro diventano umanoidi di luce e la ferrovia di Milano un squarcio di laguna

di Lucia Mazzilli

Magari, quando diciamo “totem”, la prima cosa che ci viene alla mente sono le strutture preposte a ospitare in tutta evidenza variegate pubblicità di oggetti di consumo. Sappiamo però benissimo che i totem rappresentano, per molte popolazioni cosiddette primitive, entità sovrannaturali alle quali affidarsi. Di più, il totem crea senso di appartenenza e identità a un clan o a una tribù. Ci siamo persi tutto questo? È un bene, è un male?
Questi e altri pensieri affiorano alla mente  visitando, in occasione del Fuorisalone, uno tra gli otto Magazzini Raccordati di via Ferrante Aporti che, incredibile ma vero, vengono impiegati come location nella Milano Design Week  grazie al progetto di Ventura Centrale.

E in questa sede, dove i luoghi sono, o dovrebbero essere, spazi dell’anima, non si può non emozionarsi di fronte a questa succursale di Murano che affiora sotto i binari milanesi. 53 totem di luce, pezzi unici realizzati per questa situazione prodotti dalla storica azienda Salviati  per i designer Luca Nichetto  e Ben Gorham che hanno inventato Pyrae, totem umanoidi di luce. Le immagini parlano da sé, un’anima di luce, 15 colori, una moltitudine di forme, trasparenze che riflettono trasparenze, trasparenze che specchiano opacità. Chi fosse interessato ad acquistare Pyra può scegliere forme e i colori a suo piacimento e realizzare un proprio totem personale.
E c’è di più: un altro hangar della Stazione Centrale è dedicato al vetro: stessi designer, stesso produttore per  tre enormi lampadari composti da ben 6.072 sottili lastre piegate ad angolo acuto in otto tonalità di colori. Il loro nome, Strata, dal latino “stratificazione”, riporta all’idea di pagine di un libro, un libro di vetro, con pagine di luce, simili a uccelli pronti a prendere il volo.
Suggestivo anche il nome che accomuna i due progetti, “Decode/Recode”, decodificare e ricodificare; l’arte  del vetro, troppo spesso avvolta dal pregiudizio che essere artigiano in questo ambito significasse solo produrre pesciolini e pagliacci come souvenir per turisti, decodificare e ricodificare per svecchiare un’arte antica. E, vogliamo pensare, decodificare e ricodificare come atto di comprensione che porta al nuovo e al bello.
Ci piacciono gli intrecci, gli incastri, i ritagli e così, da un’immagine metropolitana sfioriamo un registro antropologico, dai bui e umidi locali dei Magazzini Raccordati incredibilmente lasciati in stato di abbandono per circa  trent’anni, arriviamo a una manifestazione considerata da molti un evento radical chic e alla luce che inventano due giovani designer e all’affascinate storia di un produttore di Merano che opera nel vetro dal 1859.
Come si suo dire, “c’è tanta carne al fuoco”, ma qui si preferisce pensare che siano proprio i sincretismi e le sovrapposizioni, magari confusi, ma affascinanti e suggestivi, a disegnare il nostro totem: lasciamolo umanamente errare.

 


Curiosità – novembre 2016

Visualizza e/o scarica il PDF

spencer-robot-copiatumblr_inline_o1dqxzrxc91t3l1io_1280

La robotica del viaggio

La settimana della robotica, che si è svolta dal 18-27 novembre 2016, presentando i nuovi traguardi della tecnologia, ci ha emozionato, fatto riflettere e fatto sognare: non è più necessario ricorrere alla fantascienza per stupirsi. Per rimanere in ambito di “umano errare”, salutiamo e ringraziamo Spencer, l’efficentissimo robot che accompagna i viaggiatori al gate nell’aeroporto Schiphol di Amsterdam. Facile perdersi e confondere la strada nel quarto aeroporto più grande di Europa: nessun problema, è sufficiente farsi guidare da Spencer (socially situation-aware perception and action for cognitive robots).
http://nieuws.klm.com/robot-spencer-getest-op-begeleiden-klm-passagiers-op-schiphol

Anche l’aeroporto di Ginevra si avvale del lavoro di un robot: Leo (ideato dalla compagnia di telecomunicazioni SITA), non è solo un robusto facchino a cui affidare tutti le nostre valigie senza alcun timore, ma è un assistente prezioso in grado di pesare il bagaglio, sbrigare le pratiche di imbarco, gestire il ritiro.

Ringraziamo anche Connie: si sperimenta, infatti, la sua collaborazione all’Hilton McLean hotel in Virginia: il piccolo robot dallo sguardo gentile (made Ibm) è in grado di accogliere gli ospiti, parlare con loro e consigliare le mete interessanti da visitare.

E che dire della valigia robot che ci segue passo passo? Progettata da Alex Libman per l’azienda israeliana NUA Robotics (http://unbouncepages.com/nuarobotics/), il trolley, dotato di telecamera, si collega via bluetooth allo smartphone del viaggiatore: addio alla fatica e allo stress del trasporto del bagaglio e al rischio di perderlo! Possiamo  addirittura cavalcare il trolley e farci trasportare per brevi percorsi. In caso di furto NUA emette un allarme.

Sono questi solo alcuni esempi dei risultati tecnologici della robotica del viaggio, ma c’è molto di più: “Io ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi…”

firmato il replicante Roy Batty

………………………………………………….

Presentazione standard di PowerPoint

La Gioconda di latta e altre 441 scatolette alimentari sigillate dalla collezione di Paolo Stefanato

Mostra insolita

Allestita nello showroom Del Tongo via Solferino 22, Milano dal 30 novembre 2016 al 2 gennaio 2017.
Inaugurazione mercoledì 30 novembre alle ore 18
Introduzione di Emanuela Cavalca.

………………………………………………….

MostraTerremoti

Terremoti

Fino al 30 aprile il Museo di Storia Naturale di Milano ospita la mostra “Terremoti ­ Origini, storie e segreti dei movimenti della Terra, una nuova occasione per scoprire il nostro pianeta”. La mostra, di grandissima attualità dopo il terremoto che ha devastato Amatrice, Accumoli e Arquata, è prodotta dal Comune di Milano ­ Cultura e dal Museo di Storia Naturale di Milano, con l’Associazione di divulgazione scientifica Vulcano Esplorazioni e Silvana Editoriale.
L’esposizione è un percorso avvincente fatto di immagini spettacolari, fotografie satellitari provenienti dalla NASA, diorami di grandi dimensioni, filmati, una vasca in cui viene simulata un’onda di tsunami, una tavola sismica, sismografi e strumentazione antica e moderna, ma anche rocce e minerali provenienti dalla ricca collezione del Museo di Storia Naturale che illustreranno la diversità della crosta terrestre.

………………………………………………….

052large-2x-1463952403

foto di Angelo Antolino

L’arte del guardare

mostra fotografica
15 novembre 2016/24 febbraio 2017

Nel 1816 veniva pubblicato il primo volume di “Viaggio in Italia” di Johann Wolfgang von Goethe, il resoconto dell’appassionato tour che coinvolse lo scrittore tra il 3 settembre 1786 e il 18 giugno 1788: è in corso, dal 15 novembre, un’interessante mostra al Goethe-Institut di Napoli (via Santa Maria a Cappella Vecchia 31) dedicata, appunto, a questo viaggio. Il fotografo Angelo Antolino ha ripercorso le tappe di Gothe immortalando con la sua macchina fotografica  i luoghi che tanto hanno coinvolto l’artista tedesco. L’obiettivo del fotografo è stato quello di fare rivivere nei suoi scatti l’atmosfera del tempo coniugando passato e presente in una sintesi di grande coinvolgimento estetico. Per questa ragione la mostra è intitolata “L’arte del guardare”.
Per informazioni e dettagli:
https://www.goethe.de/ins/it/it/sta/nea/ver.cfm?fuseaction=events.detail&event_id=20851196

 ………………………………………………….

img_20161016_150035

Un canyon nel cagliaritano

Alcune immagini di “su strintu de Antoni Sanna” o gola di Bidda Mores, piccolo e inaspettato canyon nel cagliaritano che si apre in un bacino con acque cristalline ricco di flora. Sulle rocce che circondano la gola, tra grotte visibili ma non raggiungibili, si aggrappano fichi d’india come scalatori alla ricerca di una presa. (foto di Marco Porru)

img_20161016_145925

img_20161016_145801

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

img_20161016_145904


Curiosità settembre 2016

Visualizza e/o scarica il PDF

Un borgo da visitare

img_1780

Brugnello, un piccolo borgo nell’alta Val Trebbia piacentina perfettamente conservato e restaurato.  Interventi mirati di artisti e una vista mozzafiato sul fiume esaltano l’unicità del posto.

 

 

 

Falseum, il museo del falso e dell’inganno

castello-di-verrone

Presso il Castello di Verrone, a Biella
Ha da poco trascorso il primo anno di attività

http://www.falseum.it/it/

Riportiamo dall’home page:
«Il museo del Falso è un viaggio divertente, utile e istruttivo nel mondo della bugia umana e racconta di come l’uomo, con il falso, abbia cambiato il corso della storia»

 

Devétéya 2016

1402_deveteya2011_fotopaolorey
La discesa a valle del bestiame segna la conclusione della stagione estiva a Cogne. Non solo la sfilata delle mandrie lungo le vie del paese, ma anche un mercato di prodotti tipici e dell’artigianato e animazione musicale.

http://www.cogneturismo.it/notizie.asp?id=97&l=1&n=7&nid=69

 

 

Autunno in Barbagia

maxresdefault

Le cortes (cantine) apertas e tante altre manifestazioni caratteristiche.
Il programma al sito:

http://www.paradisola.it/sagre-sardegna/autunno-in-barbagia

Da non perdere le cortes apertas
a Mamoiada

 


Curiosità

Tags : 

Riprese presso lo stazzo di Bariscaino

Curiosità

Visualizza e/o scarica il PDF

Pastori in terra d’Abruzzo

di Giovanni Lufino e Dino di Pietro

Un’interessante testimonianza del mondo della pastorizia raccontata attraverso le foto di Giovanni Lufino, Dino Di Pietro e Rossella Caldarale. Storie di uomini, di animali e di territori aspri e accoglienti allo stesso tempo, di emozioni, di sentimenti, di speranze e di dolori.
Il volume è reperibile presso l’ALCuA – Associazione per la Libera Cultura in Abruzzo facebook ALCuA – Associazione per la Libera Cultura in Abruzzo

mail:

infoalcua@gmail.com)

—————————————————-

La transumanza degli yak

di Reinhold Messner

Ogni anno, alla fine di giugno, Reinhold Messner conduce i suoi yak ai pascoli di alta quota del Madriccio, dove i bovini tibetani trascorreranno la bella stagione. Turisti e curiosi possono liberamente accompagnare la mandria di yak fino al pascolo estivo ai piedi del Gran Zebrù (una delle cime del Gruppo dell’Ortles). Il punto di incontro e di partenza è alla stazione della funivia di Solda, in Val Venosta, e l’escursione fino al rifugio dura circa due ore e mezza.  Non è necessaria la prenotazione. La camminata può essere l’occasione per conoscere il famoso alpinista e per visitare il Messner Mountain Museum Ortles (una delle cinque strutture che compongono il progetto museale dedicato alla montagna da Reinhold Messner). È anche possibile provare il sapore della carne di bovino tibetano presso l’agriturismo Yak und Yeti a Solda, che propone un menù a base di ricette orientali sposate a piatti della tradizione altoatesina.
Per informazioni 0473/613015,
info@ortlergebiet.it
oppure www.ortler.it

—————————————————-

anche a Bergamo
passano le pecore

un video da vedere

—————————————————-

La mostra su Esher

escher per web

A Palazzo Reale di Milano è in corso un’importante mostra dedicata
a Escher.
Tutte le informazioni
al sito:

http://www.palazzorealemilano.it/wps/portal/luogo/palazzoreale/
mostre/inProgramma/
dettaglioProgramma/ESCHER


Un film che ci è piaciuto

LockeLocke è un film del 2013 scritto e diretto da Steven Knight, interprete principale e pressoché unico è Tom Hardy, nei panni di Ivan Locke. Non vogliamo anticipare la trama di questo film, diciamo solo che un viaggio, anche di una sola notte, può essere lo strumento per riposizionarsi nella propria esistenza, per ripercorrere strade i cui orizzonti erano celati da pesanti nebbie, per creare nuovi arpeggi sul pentagramma della vita.